Biennale Venezia
Luogo
Padova, Venezia
Consistenza
Destinazione d’uso
Progetti per la Terza Mostra Internazionale di Architettura di Venezia
Due progetti, uno a Padova per il Prato della Valle, e uno a Venezia per palazzo Venier dei Leoni, rappresentano affascinanti sfide architettoniche di grande portata, in cui l’arte e la storia si fondono con l’evoluzione dell’urbanistica e delle esigenze pubbliche.
L’esigenza di condurre il Prato della Valle ad una fruizione estetica pura, coerente con l’istanza di un grande parco urbano quale anche l’attuale piano ipotizza per questo brano di Padova, ci ha indotti a proporre l’allontanamento del traffico passante e tangente con l’eccezione sul tratto che collega il centro delle mura lungo l’asse del vecchio borgo gotico di Santa Croce. L’asse maggiore dell’ellisse memmiana è stato portato ad identificare un percorso pedonale che punta al varco delle mura dal quale la città è straripata: organizzando alla sua destra un’altra porzione di parco urbano sullo sfondo delle potenti strutture del convento di santa Giustina ripulite dalle superfetazioni militari, questo percorso pedonale esprime anche l’allegoria di un perduto rapporto fra città e campagna, fra interno e esterno. Un secondo fondamentale asse veicolare organizza il traffico drenato dal contorno del Prato della Valle su un percorso “urbano” costeggiato da due quinte di residenze che, confermando un segno già esistente, punta ugualmente al varco nelle mura dove si ferma una piazza nuova, la cui tipologia corrisponde a situazioni analoghe della città.
Infine, il Prato: questo grande spazio è stato pensato ricoperto di un tappeto erboso che, nella assoluta astrazione, evidenzia ulteriormente l’architettura di pietra chiara, d’acqua e d’alberi lasciata dal Memmo. Quella architettura spicca per l’armonia delle geometrie mentali contrapposte ad uno spazio dai contorni dissimmetrici e “casuali”: essa costituisce il fulcro della proposta.
Il palazzo Venier dai Leoni è il più cospicuo “non finito” architettonico sul Canal Grande, condizione di dinamismo edilizio, d’incombente mutazione della scena urbana veneziana che può acquistare un sensoaltamente positivo nella percezione attuale di Venezia. L’edificio del museo, con semplice praticità riadattato da dimora privata a funzioni pubbliche, si nasconde dietro la cortina dell’edificio incompleto senza dichiarare le proprie nuove funzioni. Queste sono qui riproposte come inserimento del museo nella città, nel tessuto urbano dal quale non risulta più separato, per essere invece definito come uno spazio altamente singolare, il quale deve partire dalla propria suggestione alla sua nuova penetrabilità e come spettacolo del museo per la città. Sull’esempio dell’esperienza museale più recente è infatti la presenza del pubblico il momento di più forte riconoscimento del rapporto museo-città. Nello stesso tempo la città, con la sua luce, deve essere avvertita, in modo discreto e orientato, dal visitatore del museo. Il progetto tiene conto di tale necessità così come d’un ampliamento delle collezioni, d’un’apertura costante per tutta la durata dell’anno. Di funzioni didattiche e di esposizione temporanea.
